Melchiorre Bega (Cento, 1898 – Milano, 1976), Pietro Melandri (Faenza, 1885–1976)
inserto in vetro églomisé
Il tavolo presenta un piano circolare in legno con inserto centrale in vetro églomisé, firmato da Angelo Bragalini (1913 - 1994), sostenuto da una colonna leggermente troncoconica in maiolica policroma realizzata da Pietro Melandri. La struttura in ottone raccorda il piano al sostegno centrale, la cui superficie è percorsa da motivi astratti distribuiti entro campiture cromatiche differenziate.
Architetto e progettista attivo nel campo dell'architettura, degli interni e dell'arredamento, Melchiorre Bega fu tra gli interpreti della modernizzazione dell'abitare italiano nel corso del Novecento. La sua attività si sviluppò attraverso numerosi interventi per alberghi, ambienti commerciali e residenze private, con particolare attenzione all'integrazione tra progetto architettonico, arredo e arti applicate. Alla produzione di Vittorio Bega Arredamenti, impresa familiare bolognese, si lega una parte significativa dei suoi mobili degli anni Cinquanta, caratterizzati dalla ricerca sui materiali e dal coinvolgimento di artisti e artigiani specializzati. In questo contesto si inserisce la collaborazione con Pietro
Melandri, protagonista della ceramica italiana del Novecento, noto per le sperimentazioni sui rivestimenti, sui lustri metallici e sul rapporto tra decorazione e forma plastica. Il tavolo documenta l'incontro tra la progettazione di Bega e il linguaggio ceramico di Melandri, al quale è affidata la realizzazione dell'elemento portante e, insieme, decorativamente più caratterizzato dell'arredo. La colonna centrale costituisce il principale elemento di raccordo tra le due ricerche. La regolarità geometrica del volume troncoconico viene articolata attraverso una decorazione astratta che ne interessa l'intera
superficie, introducendo una componente plastica e pittorica all'interno della struttura funzionale. La maiolica non assume pertanto il ruolo di semplice rivestimento, ma partecipa direttamente alla definizione formale dell'oggetto. La collaborazione si estende alla decorazione del piano, affidata ad Angelo Bragalini, il cui intervento in vetro églomisé introduce un'ulteriore componente materica. L'accostamento tra maiolica, vetro decorato, legno e ottone restituisce una concezione dell'arredo nella quale materiali e competenze differenti concorrono alla realizzazione di un progetto unitario. Il tavolo costituisce così una testimonianza del dialogo tra architettura, design e arti applicate che
caratterizza una parte significativa della produzione italiana degli anni Cinquanta.