Pietro Melandri (Faenza, 1885-1976)
La lampada a sospensione presenta un corpo cilindrico allungato, decorato sull'intera superficie da motivi irregolari in rilievo e inserti traslucidi, distribuiti su campiture smaltate in blu, verde scuro, giallo e rosso. La struttura è completata da un elemento pendente nella parte inferiore, anch'esso decorato, che riprende il carattere materico e cromatico del corpo principale.
Figura centrale nel rinnovamento della ceramica artistica italiana del Novecento, Pietro Melandri sviluppò un linguaggio fondato sulla sperimentazione dei materiali, sulla padronanza delle tecniche di smaltatura e dei lustri metallici e sull'integrazione tra forma plastica e superficie decorata. La sua ricerca, maturata nell'ambiente artistico faentino e progressivamente affermatasi nel panorama nazionale e internazionale, si estese dalla produzione di oggetti d'uso alla scultura e alla decorazione architettonica. Significative furono le collaborazioni con architetti come Gio Ponti e Mario Bega, attraverso le quali l'artista contribuì alla definizione di un nuovo rapporto tra ceramica e progettazione degli interni.
La lampada si colloca idealmente in quest'ultimo ambito, testimoniando la capacità di Melandri di trasferire la propria ricerca decorativa a una tipologia funzionale. Alla regolarità geometrica del supporto cilindrico si contrappone il trattamento articolato della superficie, sulla quale i rilievi e gli inserti traslucidi introducono variazioni di spessore, consistenza e riflessione luminosa. Il progressivo superamento dei modelli decorativi tradizionali lo porta a elaborare un repertorio di forme organiche e fantastiche: in tali opere il motivo figurativo tende a perdere la propria riconoscibilità originaria, trasformandosi in un insieme di segni, rilievi e campiture cromatiche. Nella lampada, tuttavia, questo procedimento assume una funzione ulteriore, direttamente connessa alla
destinazione dell'oggetto. La presenza degli inserti traslucidi suggerisce infatti una ricerca sul rapporto tra materia ceramica e luce, nella quale le discontinuità della superficie possono contribuire alla diffusione luminosa e alla percezione dei diversi valori cromatici.