Manifattura Castelli d'Abruzzo
Decorati con lo stemma timbrato dal galero cardinalizio in oro e bianco entro
volute fogliacee in bianco e oro, il tutto su fondo blu scuro. Un piatto fondo,
relativo a questo servizio, è illustrato in Wilson 2007, cat. n. 146.
Wilson analizza i vari piatti e vasi sopravvissuti con lo stemma dei Farnese sotto il
cappello cardinalizio, commissionati da, o per il grande mecenate Alessandro
Farnese (1520-1589). Questi provengono da un grande servizio da parata di
maiolica turchina miniata d'oro con arme del cardinale Farnese descritta negli
inventari di Palazzo Farnese a Roma. Due dei piatti del servizio, entrambi datati
1574, sono conservati al Museo Nazionale di Capodimonte. Si ritiene che nei
decenni successivi a Castelli siano state prodotte altre partite, di cui i nostri piatti
sono un esempio. Nella produzione di questo gruppo sono presenti numerose
varianti nei decori utilizzati secondo le dimensioni e probabilmente l’anno di
produzione. Per esempio uno dei piatti qui presentati di diametro 23.5 cm presenta
lungo la tesa un decoro con elementi in pseudo-cufico, una scrittura che imita segni
grafici della lingua araba ma di sola valenza estetica, che rivela l’influenza della
cultura islamica sulla produzione ceramica di fine cinquecento. Esemplari quasi
identici ai nostri sono illustrati in Le Maioliche Cinqucentescue di Castelli (1989)
n. 540, tavola a colori C107.
Nato a Valentano, Alessandro Farnese studiò a Bologna e fu nominato
amministratore della diocesi di Parma. Il 18 dicembre 1534 fu nominato Cardinale
Diacono del Titolo di Sant'Angelo da Paolo III suo zio. Divenne anche Legato
Pontificio, stipulando la pace tra il belligerante Carlo V , Imperatore del Sacro
Romano Impero, e Francesco I di Francia.