Rosa Ceroni (1740- 1826)
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Rosa Ceroni
(attiva nel XVIII Secolo)
La presenza della firma sul tavolino consente per la prima volta di conoscere e ricondurre l’opera a Rosa Ceroni, artista finora mai documentata nell’immaginario artistico del XVIII secolo. Il dipinto, di notevoli dimensioni, raffigura una gentildonna riccamente acconciata e sontuosamente vestita secondo la moda francese dell’epoca. Ciò che la caratterizza in modo singolare è la posa sospesa tra movimento e stasi, come colta in uno stato di fermento, condizione che le impedisce di assumere un’espressione facciale elegante; al contrario, il volto è segnato da una lieve smorfia. L’atteggiamento della figura, infatti, non consente di determinare con certezza la natura dell’azione rappresentata.
L'ambientazione risulta coerente con l’iconografia ritrattistica dell’epoca, che frequentemente raffigurava figure femminili davanti alla postazione del trucco: l’uso marcato del maquillage aveva la funzione di celare le imperfezioni e, al contempo, di dichiarare lo status sociale di appartenenza. Nel contesto rococò, il candore dell’incarnato e l’impiego di ciprie bianche erano infatti considerati segni di ricchezza, così come le acconciature elaborate e sontuose.
Particolarmente significativo è il nastro blu, che cattura l’attenzione dell’osservatore emergendo dal fondo scuro, così come il guanto ricamato in rosa, reso con una luminosa e raffinata cura del dettaglio, si tratta di elementi emergenti che probabilmente funzionano simbolicamente se ricondotti all’identità della figura femminile.