Francesco Montelatici detto Cecco Bravo (1601-1661)
L’opera è un bozzetto preparatorio di Angelica liberata e Ruggero, olio su
tela, conservato al “David and Alfred Smart Museum of Art” di Chicago, opera di
Cecco Bravo, risalente al 1640. Il soggetto è tratto da un episodio dell'Orlando
Furioso di Ludovico Ariosto, il romanzo cavalleresco scritto all'inizio del XVI
secolo. In questa scena, la principessa Angelica è appena stata salvata dalla mostruosa Orca da Ruggiero, che si aspetta una ricompensa per il suo coraggio. Nella fretta di spogliarsi, non si accorge che l'oggetto del suo desiderio ha già inghiottito un anello magico che le permetterà di svanire all'istante. Angelica, nella posa della classica "Venere accovacciata", mostra la mano nuda allo spettatore come segnale della sua imminente partenza. In questo momento, in cui la scomparsa di Angelica è imminente, ella rappresenta "il simbolo dell'inafferrabilità delle cose desiderate".
Il bozzetto, pur riferendosi al dipinto di Cecco Bravo raffigurante Angelica e
Ruggero, rielabora la composizione con un tipico taglio compositivo non
convenzionale rispetto all'iconografia tradizionale del mito: Angelica occupa l'intero registro sinistro e centrale della scena, ritratta nuda, di profilo, il corpo flesso in un movimento sinuoso e teatrale verso il basso, mentre volge lo sguardo fuori campo. I polsi e la caviglia recano ancora i bracciali metallici delle catene, memori dell'incatenamento alla rupe. Sullo sfondo, in alto a destra, appare Ruggero, armato ed elmato, in volo, colto nell'atto di brandire la spada e colpire il mostro che si scorge in basso: la sagoma scura e sinuosa del mostro marino. L'eroe, reso con pennellata rapida e sommaria, quasi a evocarne l'apparizione improvvisa, contrasta con la maggiore definizione plastica della figura di Angelica in primo piano. La costruzione decentrata dell'immagine, le pose angosciate che coprono i volti, trovano confronto nel linguaggio compositivo anticonvenzionale proprio di Cecco Bravo, pittore fiorentino noto per l'insofferenza verso gli schemi codificati del disegno toscano e per una pittura "libera", condotta per pennellate agitate e materiche. Il debito nei confronti della cultura veneta è storicamente coerente con la formazione dell'artista, che compì un viaggio in Emilia e a Venezia entrando in contatto diretto con la pittura tonale di Tiziano e Tintoretto, esperienza che lasciò tracce durature nella sua tavolozza bruno-dorata e nella gestione atmosferica della luce.
The work is a preparatory sketch for Angelica and Ruggiero (Figure 1), an oil
painting on canvas by Cecco Bravo, dated around 1640 and now in the David and
Alfred Smart Museum of Art in Chicago. The subject comes from an episode in
Ludovico Ariosto’s Orlando Furioso, the chivalric poem written in the early
sixteenth century. In this scene, Princess Angelica has just been rescued from the
monstrous Orca by Ruggiero, who expects a reward for his courage. While he is
quickly taking off his clothes, he does not notice that Angelica has already
swallowed a magic ring that allows her to disappear immediately. Angelica is shown in the traditional pose of the “Crouching Venus” and holds out her bare hand toward the viewer as a sign of her imminent disappearance. At this moment, just before vanisse, she becomes a symbol of the impossibility of fully possessing what we desire. Although the sketch is related to Cecco Bravo’s painting of Angelica and Ruggiero, it reworks the composition in an unusual way compared with the traditional iconography of the myth. Angelica occupies most of the left and central part of the scene. She is shown nude and in profile, with her body bent downward in a sinuous and theatrical movement, while she looks outside the picture. Metal bands are still visible around her wrists and ankle, recalling the chains that had tied her to the rock. In the upper right background, Ruggero appears armed and wearing a helmet, flying. He raises his sword to strike the sea monster, whose dark and curved shape can be seen below.
Perseus is painted with quick and summary brushstrokes, almost suggesting a
sudden appearance, while Angelica in the foreground is more clearly and carefully modeled. The off-centre composition and the dramatic poses, with figures partly hiding their faces, can be compared with Cecco Bravo’s unconventional style. The Florentine painter was known for moving away from the traditional rules of Tuscan drawing and for using a freer style, with energetic and textured brushstrokes. His interest in Venetian painting is also important. During a journey to Emilia and Venice, he came into direct contact with the tonal painting of Titian and Tintoretto.
This experience had a lasting influence on his brown and golden palette and on his
atmospheric use of light.